lunedì 26 giugno 2017

Accettazione Positiva Incondizionata

Oggi parliamo di accettazione positiva incondizionata: accettare il cliente nei suoi vissuti, significa anche accettare tutti i suoi comportamenti?

giovedì 22 giugno 2017

Il cambiamento nella psicoterapia rogersiana

"...La terapia è un processo di apprendimento" (Rogers, 1951; trad. it. pag. 157).Nello specifico Rogers (1961), grazie alla sua esperienza e ricerca clinica, ha potuto sperimentare come, dopo la terapia, l'individuo fosse più capace di "affrontare le situazioni di stress emotivo e frustrazioni con maggiore tolleranza e minore ansietà" (ivi; 1961, trad. it. pag. 225). Da qui,"il cambiamento terapeutico non è un fenomeno di superficie, ma si verifica a livello delle funzioni autonome che l'individuo non può controllare coscientemente (ibidem).  In tal senso, lo stesso Kandel (1999) ha confermato l'efficacia della psicoterapia in termini di modificazioni cerebrali, da un punto di vista sinaptico e strutturale e, di conseguenza, del modo di esperire e di comportarsi dell'individuo. Ritornando, all'Approccio Rogersiano, in che cosa consiste il cambiamento psicoterapeutico?
Innanziatutto, bisogna ricordare che per Rogers (1961) il cambiamento non presuppone una modificazione da una rigidità e fissità omeostatica ad un modo di rapportarsi con se stessi e con l'ambiente ugualmente fisso e immutabile: il cambiamento psicoterapeutico, in soldoni, non ha l'obiettivo di giungere ad una "destinazione" certa e perennemente in equilibrio. In tal senso, Rogers (1959)  parla di "processo" psicoterapeutico che può essere considerato come un "continuum" (ibidem), che va da un funzionamento rigido, fisso e statico, dove l'individuo percepisce e si rapporta con sé e gli altri, attraverso costrutti , appunto, rigidi e considerati dati di fatto, dove i sentimenti sono poco differenziati o percepiti come minacciosi, come minacciose sono percepite le stesse relazioni (Sulprizio per IACP), ad un funzionamento contraddistinto da maggiore apertura all'esperienza e da profonda fiducia nella propria saggezza organismica (locus of evaluation interno): la persona arriva a percepirsi maggiormente come un organismo degno di fiducia, capace di porre scelte libere e responsabili. Scopo della psicoterapia, è allora, facililitare nell'individuo la sua Tendenza Attualizzante (Rogers, 1980), ovvero la sua spinta innata verso lo sviluppo e l'accrescimento delle sue potenzialità. Significa facilitare nell'individuo, grazie alle "condizioni necessarie e sufficienti" - congruenza, accettazione positiva incondizionata ed empatia (Rogers, 1957), l'emersione del suo vero sé, ossia dell'"essere ciò che veramente si è" (Rogers, 1961), ovvero di un unico e particolare modo di sentire, pensare e comportarsi "al di là delle apparenze", "al di là del dover essere" (ibidem), anche se ciò potrebbe significare allontanarsi dalle aspettative altrui. Significa percepirsi in un processo continuamente in trasformazione: "Sembra che i clienti giungano ad essere, in modo più aperto, un processo continuo, che fluisce e muta continuamente... Evolvono e sembrano contenti soprattutto di continuare a vivere nel fluire di una corrente. La necessità di trovare delle conclusioni e delle soluzioni definitive sembra diminuire" (ivi; trad. it. pag. 171). Significa scoprire il valore, soggettivo, unico ed irripetibile, di una "vita piena" (ibidem). Riassumendo: "partecipare ad un tale processo significa essere implicati nell'esperienza, spesso spaventosa e spesso soddisfacente, di una vita più ampia, più diversa e mutevole, più ricca" (ivi; trad. it. pag. 195) Il cambiamento, in tal senso, implica il "coraggio di essere" (ibidem).




Bibliografia:

Rogers, C. R. (1951) Client Centered Therapy, Houghton Mifflin Company, Boston. Trad. it., Terapia Centrata sul Cliente, edizione La Merdiana, Molfetta (BA), 2007

Rogers, C. R. (1957) "The necessary and sufficient conditions of therapeutic personality change", Journal of Cons. Psychol., 21. Trad. it. La Terapia Centrata sul Cliente, Martinelli, Firenze, 1994

Rogers, C. R. (1959) Research in Psychoterapy, Washington. D. C., A.P.A.. Trad. it., La Terapia Centrata sul Cliente, Martinelli, Firenze, 1994

Rogers, C. R. (1961) On Becoming a Person, CAP. VIII, Houghton Mifflin Company, Boston. Trad. it., La Terapia Centata sul Cliente, Martinelli, Firenze, 1994


Rogers, C. R. (1961) On Becoming a Person, CAP. IX, Houghton Mifflin Company, Boston. Trad. it., La Terapia Centata sul Cliente, Martinelli, Firenze, 1994

Rogers, C. R., (1980) A way of Being, Houghton Mifflin Company, Boston. Trad. it., Un Modo di Essere, Martinelli, Firenze, 1983





L'empatia secondo Carl Rogers

https://www.facebook.com/unrivoluzionariosilenzioso/videos/1454563227960279/

lunedì 5 giugno 2017

La personalità incongruente secondo Carl Rogers

C. Rogers, (1951), "Client Centerede Therapy". Tutti i diritti riservati
Per cercare di definire lo la personalità incongruente in un'ottica rogersiana, non si può non partire da due concetti chiave: il Sé e l'esperienza vissuta dell'Organismo. Infatti, per Rogers, la Persona è al centro del proprio campo percettivo e fenomenico, che percepisce e costruisce secondo propri valori e vissuti emotivi. Se l'organismo può godere di un clima facilitante lo sviluppo della propria Tendenza Attualizzante, l'individuo può sviluppare un adeguato "locus of evaluation" interno, ossia può sperimentare, percepire e scegliere ciò che ritiene più giusto per se stesso. In altre parole, la struttura del Sé, comprendente "le rappresentazioni delle caratteristiche della persona e delle sue relazioni, nonché dei valori con tali caratteristiche e relazioni" (Rogers, 1951, trad. it., pag. 387), è congruente con l'esperienza viscerale dell'organismo (Figura 2). Cosa succede, al contrario, alla persone non congruente o in stato di tensione psicologica? La figura n. 1 mostra, appunto, la personalità globale in un stato di ansia o incongruenza: i cerchi rappresentano la Struttura del Sè e l'esperienza viscerale. L'Area I di suddetti cerchi è rappresentato dalla percezione di sé congruente con la propria valutazione organismica degli eventi ("Locus of Evaluation interno" o "Sé oragnismico"). L'Area II concerne la parte di campo fenomenico formato dall'insieme dei valori, costrutti rigidi, emozioni, introiettati dagli altri significativi ("Sé ideale") ma percepiti, in modo distorto, come se fossero i propri. Mentre l'Area III è l'insieme delle esperienze viscerali negate alla coscienza, perché incompatibili con con la struttura del Sé ("Sé percepito"). Per riassumere, il soggetto, per non perdere l'accettazione e l'amore di altri significativi, impara ben presto a costruire il proprio Sé, secondo valori e percezioni altrui ("Sé ideale", ossia "ciò che dovrei essere per essere amato e non rifiutato) e a negare e distorcere esperienze incompatibili ("Sé Organismico" o "Vero Sè") con il proprio bisogno di coerenza interna. Tuttavia, può succedere, che a cusa, di particolari eventi, situazioni, questo stato di coerenza rigida ed apparentemente immutabile, si incrini: la persona inizia, allora, a percepire uno stato di sofferenza, di ansia a causa del nascente conflitto tra le istanze del Sé Ideale (che potremmo chiamare anche "Falso Sé") e le spinte che nascono dal proprio interno, ossia dai vissuti negati e distorti sino ad allora. Per spiegare meglio questo concetto, focalizziamoci sulle lettere dell'immagine. Come ci spiega Rogers (1951), esse rappresentano gli elementi dell'esperienza vissuta. Prendiamo, ad esempio, un ipotetico vissuto materno: una madre potrebbe pensare di sé "Sono una mamma davvero disponibile e premurosa" (lettera "a" - Area II). Questo costrutto può essere stato introiettato da valori familiari, da un particolare stile educativo che ha puntato sulla trasmissione di una figura materna ineccepibile. La questione centrale, da qui, è che la mamma in questione ha distorto suddetto valore, come se derivasse dalla propria esperienza viscerale. L'esperienza realmente vissuta sarebbe "Non sempre mi sento una mamma perfetta, avrei bisogno di aiuto. Di starmene un po' da sola...". Tuttavia, questa valutazione viscerale non può avere accesso alla coscienza in quanto incompatibile con l'immagine di sé, costruita nel tempo e, soprattutto, amata dai genitori. Il timore di perdere l'accettazione, fa sì che questa mamma, neghi all'esperienza questo vissuto di dolore. A ciò si aggiunga che questa mamma ha avuto effettive esperienze (lettera "b" - Area II) che le hanno confermato il suo valore di efficienza, con la conseguente  integrazione di suddette esperienze  nella struttura del sé, in quanto compatibili con quest'ultima. D'altronde, questa donna ha avuto anche esperienze di dolore, rabbia e frustrazione (lettera "c" - Area III) rispetto al proprio ruolo di madre. Esperienze, in altre parole, profondamente incongruenti, con l'immagine di sé e, di conseguenza, non simbolizzate alla coscienza, ma che emergeranno attraverso particolari vissuti sintomatici. Più ci sarà discrepanza percepita tra Sé Ideale e Sé reale, più ci sarà sofferenza psicologica.