martedì 5 agosto 2014

Navigare con sicurezza in un mare in tempesta: la Tendenza Attualizzante

Con l'esperienza ho appreso che, quando voglio descrivere in terapia o in formazione i principali concetti dell'Approccio Centrato sulla Persona, le metafore divengono molto utili. Da qui, per mostrare cosa intendo per Tendenza Attualizzante, ovvero ciò che Carl Rogers (1963) definisce come "una tendenza selettiva, direzionale, e in ultima analisi, costruttiva" (Rogers, 1963, trad. it., pp. 292 – 293), mi giunge sempre in aiuto l'immagine di una barca sul mare. Se il Capitano è la nostra Persona, il nostro Sé, il mare può ben rappresentare l'ambiente che ci circonda, in cui siamo nati e cresciuti. Ciò che Rogers (1951) definisce l'insieme delle percezioni del Soggetto, ovvero il suo intero Campo Fenomenico, a cui la Persona attribuisce propri significati, basati sulla costruzione della propria esperienza. E la nave? La nave appunto personifica la Direzione, Tendenza Attualizzante, che vogliamo dare alla nostra esistenza.
In tal senso, se il mare, ossia il nostro ambiente di vita, è stato un elemento facilitante lo sviluppo armonico della nostra nostra personalità, esso non remerà contro di noi, ma ci cullerà con serenità verso la nostra Direzione costruttiva. Tuttavia, può capitare che, a causa di condizionamenti esterni non sempre accoglienti ed accettanti in modo incondizionato, il nostro Capitano, per non perdere l'ammirazione e l'accettazione degli altri, imparerà ben presto a sacrificare la propria saggezza organismica, la propria verità interiore (la propria bussola che lo potrà aiutare a scegliere modalità di vita costruttive, nonostante le difficoltà e le sofferenze, nonostante il Mare agitato), con il risultato che questi, con la propria Nave, sarà in balia di tutte le tempeste che incontrerà, non potendosi più fidare della propria bussola interiore. Scopo della Terapia, allora, è facilitare nel soggetto la riscoperta del proprio Potere Personale, il proprio coraggio di Capitani che, nonostante la paura delle tempeste, lo aiuterà a fidarsi nuovamente della propria saggezza interna, facendogli apprendere come il mare, nonostante la paura dell'ignoto e dei possibi
li pericoli in esso presenti, alla fine, non è poi così minaccioso rispetto a come poteva apparire in passato.