sabato 26 luglio 2014

Psicologo: ma chi è costui?

Spesso, ancora oggi, molti mi pongono questa domanda "Scusa, ma cosa fa uno psicologo?". Quesito che mi lascia ancora sorpresa, nonostante i pregevoli "sforzi" di molti miei colleghi nell'offrire sui loro siti, pagine facebook, blog.... un'esauriente definizione della nostra professione. Come mai, a tutt'oggi, appare ancora complicato da parte dell'utenza comprendere il "chi siamo" ed il "cosa facciamo?". Ho sovente la sensazione che siamo, nel linguaggio e percezioni del senso comune "più di un amico" ma poco riconosciuti come professionisti della Salute Mentale "Sei psicologo? Sai ho un problema e vorrei parlarti". Questa frase, ai miei occhi, nasconde (non più di tanto) un costrutto rigido, sociale e culturale, duro a morire, per il quale dovrebbe essere legittimo e doveroso, da parte nostra, ascoltare, comprendere i mali dell'umanità, sempre e comunque e nella peggior delle situazioni gratuitamente: "Magari ci possiamo prendere un caffè insieme e FACCIAMO DUE CHIACCHIERE!". Beh! Cari signori: lo Psicologo non è, per prima cosa, tutto questo! Dimenticatelo. Non è un amico, non è un mago che risolve ed elimina i vostri problemi, ma vi facilita, supporta e sostiene, in un clima accettante ed empatico, nell'esplorazione dei vostri problemi e sofferenze, affinché voi, in un'ottica di responsabilità personale, possiate potenziare la vostra resilienza, possiate attingere alle vostre risorse cognitive ed emotive per affrontare le difficoltà della vita!  Non legge le carte e non fa macumbe. Siamo formati, nella mente e nel cuore, per accogliervi e comprendervi, in un setting, ovvero il nostro studio, strutturato e regolato dal nostro Codice Deontologico, dai nostri Valori, dalla nostra Visione della Natura Umana, come profondamente degna di rispetto e di fiducia  (setting interno), da orari di ricevimento, durata delle sedute, contratto terapeutico e consenso informato (setting esterno), senza CONFONDERE IL PERSONALE DAL PROFESSIONALE. E tutto questo, GIUSTAMENTE, ha un suo costo: un onorario dignitoso sia per il cliente, nonché per il Professionista. E' il giusto corrispettivo per il nostro Lavoro, perché il nostro è un Lavoro, anzi una Professione. Chiedereste, ad esempio, al vostro oculista: "HO UN PROBLEMA ALL'OCCHIO, POSSIAMO PRENDERCI 5 MINUTI AL BAR PER PARLARNE?" Credo proprio di no.