mercoledì 19 giugno 2013

Il Corpo Ferito

Ho appena terminato di leggere il libro "Wonder" di RJ Palacio. Parole che ti entrano dentro come lame, emozioni che ti trascinano e ti commuovono. Auggie (il protagonista) può ben rappresentare il paradigma o esempio del Corpo Ferito. Del dolore portato dentro lo Studio, del dolore non sempre manifesto, ma che sta lì, spettatore, come un terzo, un fantasma pronto a diventare protagonista. Ma le ferite non sonno solo fisiche, quelle manifeste, come i lineamenti devastati da una sindrome rara, come quella di Treacher - Collins, bensì psicologiche: ferite dell'Animo, che, sovente, non si raccontano, non si narrano per vergogna, per paura di non essere capiti, ascoltati ed accolti, a cui, purtroppo troppo spesso, non si dà il giusto benvenuto compassionevole nella nostra storia. Pinkola - Estés scrive, nel suo bellissimo libro "Donne che corrono con i Lupi": parlare ed elaborare il Lutto ci fa risorgere dalla zona morta, ci consente di lasciarci alle spalle il culto mortale dei segreti..... Possiamo venirne fuori avendo acquisito una maggiore profondità, una piena conoscenza, ricolmi di vita nuova" (Pinkola - Estés, 1992, trad. it., pag. 420). Ed ancora:"Le lacrime sono un fiume che vi conduce da qualche parte. Il pianto crea attorno alla barca un fiume che porta la vostra vita - anima. Le lacrime sollevano la vostra barca al di sopra degli scogli, delle secche, conducendovi in un posto nuovo, migliore." (idem, 1992, trad. it., pag. 407)